Ecco un’altra poesia dalla raccolta “Pensieri Notturni Disordinati”, che potete acquistare qui. Buona lettura!
Immagine
La coperta, scozzese e vissuta,
lascia intravedere le sagome
di due corpi distesi, rannicchiati,
forse infreddoliti.
Una valigia.
Un carrello.
Un pacchetto di sigarette.
Un sacchetto di carta, di quelli usati per il pane.
Cartone, neppure troppo spesso,
a far capolino da là sotto.
Da sotto la coperta.
Da sotto i corpi.
Il cielo, scuro, comincia il suo spettacolo.
Un lampo, poi il tuono.
Prepotente.
Quasi presuntuoso, padrone di uno spazio non suo.
La coperta, a quel fragore, si scuote.
Mi sarei aspettato di tutto,
non ciò che ho visto.
Non ciò che mi è sembrato profondamente assurdo.
Due occhi, piccoli, scuri,
spuntano da una frangia nera.
Scuri come il mondo che, ogni giorno,
sono costretti a vedere.
Un bambino, di non più di sette anni.
Un bambino, con il freddo dipinto in viso.
Si volta verso la sua destra.
toccando con la mano chi ancora dorme.
Qualche parola, a me incomprensibile.
Qualche gesto, gentile, delicato.
Un uomo, gli stessi tratti somatici scavati in volto,
alza rapidamente la testa.
Solo un paio di minuti,
l’acqua che inizia ad insistere,
per disfare quel giaciglio.
La coperta, il cartone… Tutto nel carrello.
Il pacchetto di sigarette,
dopo averne estratta l’ultima,
nell’elegante cestino in pietra,
ormai inutile.
Nessuna giacca.
Nessun impermeabile.
Un carrello, una valigia,
due anime in viaggio sotto la pioggia.
Un’immagine dura.
Un’immagine distante una settimana.
Una settimana nella quale, per quel bimbo,
sarà cambiata la città, non il letto.
© Roberto Grenna – Riproduzione vietata