{"id":310,"date":"2020-06-19T18:47:49","date_gmt":"2020-06-19T18:47:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.grenna.cloud\/wp\/?p=310"},"modified":"2020-06-19T18:47:49","modified_gmt":"2020-06-19T18:47:49","slug":"ancora-da-il-fiume-17","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grenna.cloud\/wp\/blog\/2020\/06\/19\/ancora-da-il-fiume-17\/","title":{"rendered":"Ancora da &#8220;Il fiume&#8221; (17)"},"content":{"rendered":"<p>Ecco qualche altra pagina del romanzo &#8220;Il fiume&#8221;, che \u00e8 acquistabile <a href=\"https:\/\/www.masca-se.it\/thbees\/ebook\/narrativa\/il-fiume\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a>. Buona lettura!<\/p>\n<p><em>Sembrava un discorso da grandi, invece avevamo solo quindici anni. Solo quindici anni. Rimpiango quella gita, perfino la scazzottata con Carlo. Come vorrei che il tempo si fosse fermato, in quei momenti, in quell\u2019albergo. Scorre, invece. Scorre come un fiume che trascina a valle le pene dell\u2019umana specie, scorre come quel fiume che tanto amai. A volte si ferma, ma non per tutti. Solo per chi muore. Solo per chi passa in una dimensione senza tempo, senza spazio, forse senza sentimenti. A volte si ferma proprio ad un passo da te e tu non sei in grado di rimetterlo in moto. Puoi solo piangere. Puoi solo odiare tutti, indistintamente. Amavo Elena, ma volevo che nessuno lo sapesse prima di lei. Conclusi il discorso cercando di minimizzare, con un \u00abForse sono solo stanco.\u00bb, sentendomi in colpa nei confronti di coloro che si stavano dimostrando amici disinteressati e sinceri. Proprio quella notte la sognai. \u00c8 l\u2019unico bel sogno con lei protagonista che io ricordi. Eravamo al fiume, come molte volte era accaduto davvero. Gli asciugamani sulla sabbia, le canne da pesca a terra, noi due seduti di fianco.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAndiamo a farci il bagno!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>La sua voce rompeva un silenzio fatto di canti di cicale e di stormire di fronde. Ci ritrovavamo in acqua, vicini, sempre pi\u00f9 vicini, fino a che i nostri corpi non si toccavano. Poi, all\u2019improvviso, lei socchiudeva gli occhi e avvicinava le sue labbra alle mie. Ci baciavamo. Ad un tratto il fiume non esisteva pi\u00f9 e ci ritrovavamo sospesi in una tavolozza dai mille colori. Abbracciati, leggeri, felici. Soli col nostro amore. Cominciavamo a volare, questa volta mano nella mano, e a sorvolare i luoghi della nostra infanzia, con i nostri genitori che ci salutavano dal basso. Mi svegliai mentre lei si avvicinava per baciarmi di nuovo. La delusione fu grande, ma quel sogno mi diede la forza per provarci ancora. Sarebbe stato tutto fantastico, proprio come in quel frutto della mia fertile fantasia, del mio inconscio che pareva molto pi\u00f9 conscio di me riguardo a ci\u00f2 che desideravo. Gianni e Fabio dormivano ancora. Erano da poco passate le sei. Aprii la portafinestra senza fare rumore e andai sul balconcino. Sia noi, sia le nostre compagne dormivamo con le tapparelle tirate su, per goderci fino all\u2019ultimo la vista della citt\u00e0. Era ancora buio. Sopra la testa, qualche stella. Mi guardai un po\u2019 intorno, poi mi feci coraggio. Saltai dall\u2019altra parte, cercando di non farmi sentire. Avevano tutte e tre il sonno piuttosto pesante, quel mattino. Non si accorsero di me, quando mi avvicinai ai vetri per guardare dentro. Era veramente buio. Potevo distinguere a stento i lineamenti del suo volto, forse mi limitavo solamente ad indovinarli, a vederli laddove c\u2019era soltanto il nero della notte che stava per finire. Ancora adesso non so cosa mi spinse a fare quel gesto. Lo feci e basta. Se la finestra fosse stata aperta, forse sarei anche entrato, forse l\u2019avrei baciata. Non so. Era come se il mio sogno stesse continuando su quel terrazzino. Tornai con molta cautela in camera e mi coricai nuovamente sul letto. Sarebbe stato inutile riaddormentarsi, ma non mi sembrava neppure carino cominciare a fare rumore andando in bagno. Mi sarei mosso solo qualche minuto prima del suono della sveglia, quando il sole avrebbe cominciato, pur senza farsi ancora vedere, a diradare le tenebre. Accesi il walkman e ascoltai una delle cassette di Tozzi. \u201c\u2026 tu sei di me \/ la parte migliore \/ tu sai di me \/ vergogne e paure\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>Proprio quello che Elena rappresentava per me. Non solo. Ormai era la mia ossessione, la mia stupenda ossessione. Non riuscivo a dimenticarla neppure per un momento. Nemmeno volendo, nemmeno provandoci con tutte le mie forze. Restai per circa mezz\u2019ora come inebetito, con la musica piuttosto alta nelle orecchie. Quando i miei pensieri si fecero troppo pesanti decisi di alzarmi e di cominciare a prepararmi, in barba ai buoni propositi che avevo fatto nei confronti dei miei compagni. Mi infilai sotto la doccia, con l\u2019acqua a malapena tiepida. Cercai di non bagnare la faccia. Mi faceva ancora piuttosto male, ma era un dolore sopportabile. Allo specchio potei notare un solo, grosso, livido, proprio sotto l\u2019occhio sinistro, e un vasto arrossamento che copriva entrambe le guance. Spalmai un po\u2019 di pomata, poi andai a vestirmi. I miei due soci non ne volevano sapere di alzarsi, cos\u00ec li chiamai a voce alta.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abFabio! Gianni! Sveglia!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Risposero con alcune frasi senza senso tipo \u00abMamma, metti fuori il gatto!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Tolsi loro la coperta, ma neppure se ne accorsero. In mio soccorso venne la sveglia. Incredibile. Il rumore della doccia non li aveva minimamente disturbati. E io che mi ero fatto tanti problemi. Finalmente si alzarono.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abE tu? Cosa ci fai gi\u00e0 vestito?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abMi sono svegliato presto e ho pensato di prepararmi. Adesso vado a bussare di l\u00e0 e sveglio pure le ragazze!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Mi avviai mentre loro decidevano chi doveva andare in bagno. Arrivai davanti alla porta della 107. Tutto taceva. Bussai e restai ad aspettare. Siccome non ebbi risposta, continuai a bussare, con mano sempre pi\u00f9 pesante. Dopo circa cinque minuti, finalmente, qualcuno venne ad aprirmi.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abE tu cosa vuoi?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNiente! Ero sveglio gi\u00e0 da un po\u2019 e ho deciso di venire a svegliare anche voi!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abGrazie tante, ma avevamo la sveglia!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Era ancora addormentata. Ebbi la tentazione di dirle del mio raid notturno, ma lasciai perdere.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCi vediamo tra una mezz\u2019oretta qui, va bene?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abMmmh!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Richiuse e io me ne andai in camera mia. Fabio era gi\u00e0 pronto, mentre Gianni era ancora in bagno.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCome va la faccia, stamattina?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abMolto meglio! Anzi, adesso metter\u00f2 un po\u2019 di pomata, cos\u00ec prima che si esca sar\u00e0 riassorbita.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Una ventina di minuti dopo uscivamo tutti e tre. Ci piazzammo davanti alla camera delle ragazze e bussammo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAvevi detto mezz\u2019ora!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>La voce di Elena, da dentro, ci faceva capire che non erano ancora pronte.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab Non preoccupatevi! Fate con comodo. Noi siamo qui.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Mi misi a sedere per terra, mentre gli altri due rimasero in piedi. Fissai per qualche minuto il soffitto, assorto nei miei pensieri. Come sarei riuscito a farle capire tutto? Quale sarebbe stato il momento migliore? E poi ancora: mi avrebbe voluto come boy-friend? Stavo diventando matto. I momenti nei quali mi dicevo che sarebbe stato meglio non rovinare la nostra amicizia si facevano sempre pi\u00f9 rari. Ormai mi ero convinto che era mio dovere almeno provarci. Il rumore della serratura mi rap\u00ec dai miei pensieri. Finalmente stavano uscendo. Gi\u00e0 alcuni nostri compagni di gita erano scesi a pianterreno, nella sala da pranzo. Scendemmo velocemente anche noi, nella speranza di poterci sedere ad un tavolo da sei. Ne trovammo uno ancora libero, fortunatamente. Ci sedemmo e attendemmo che i camerieri venissero per l\u2019ordinazione.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abDormito bene, Tyson?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Passato lo spavento per il giorno prima, ormai Elena poteva anche scherzarci.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNon penso che \u201cIron\u201d Mike abbia preso in tutta la carriera la stessa quantit\u00e0 di pugni che ho preso io ieri!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abEh! Esagerato!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abComunque sia, alle sei ero gi\u00e0 in piedi! Non so, arriver\u00f2 a casa stanchissimo!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Ordinammo alla ragazza che era arrivata. Mentre attendevamo che ci portasse ci\u00f2 che avevamo chiesto, giunsero i prof..<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abBuongiorno, ragazzi! Fai un po\u2019 vedere la faccia, tu! Mmmh. Sei ancora buono per un\u2019altra volta, va!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abTutti simpatici, stamattina!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Il professore di matematica sorrise e fece per andare al tavolo con gli altri.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAh, poi vorrei parlare con voi due. Da soli!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Aveva indicato Elena e me.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCi vedremo nella mia stanza subito dopo colazione.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abD\u2019accordo!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Mangiammo, parlando del pi\u00f9 e del meno. Impiegammo meno di mezz\u2019ora, poi, mentre le due coppie ci attendevano di sotto, Elena e io salimmo per il nostro appuntamento.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abTi arrabbi se ti dico una cosa?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abDipende! Tu dimmela, poi decider\u00f2 se arrabbiarmi o meno!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Sorrideva.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abStamattina, non appena mi sono alzato, sono venuto sul vostro balcone.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abE cosa ci sei venuto a fare? A vedere se da noi c\u2019era una festa?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNo! Non so nemmeno io il motivo. \u00c8 stato come\u2026 vabb\u00e8! Lasciamo perdere! Intanto non riesco a spiegarmi!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Mi guard\u00f2 con aria sospettosa, poi si mise a ridere.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abE tu pensavi che mi sarei arrabbiata per una stupidaggine del genere? Come se tu non mi avessi mai vista dormire!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Arrivammo davanti alla 110. La porta era socchiusa.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPermesso?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abVenite! Venite pure! Chiudete la porta, una volta entrati.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Obbedimmo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abBene. Volevo solo informarvi che abbiamo pensato molto a quello che ci avete chiesto ieri. La situazione scolastica di Carlo non \u00e8 delle migliori e una sospensione a questo punto del secondo quadrimestre potrebbe anche fargli perdere l\u2019anno. Saremmo intenzionati a non prendere provvedimenti nei suoi confronti, ma al ritorno dovremmo parlare un po\u2019 coi vostri genitori. E con quelli di Carlo, ovviamente. Anzi, dovrebbe quasi arrivare anche lui. Comunque sia, dovreste dire ai vostri compagni di non far parola a nessuno dell\u2019accaduto, in maniera tale che questo episodio rimanga tra noi. Intesi?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abS\u00ec, certo! Grazie! Grazie mille!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNon \u00e8 il caso di ringraziare. Mi auguro solo che episodi come questo non succedano pi\u00f9! N\u00e9 in gita, n\u00e9 a scuola, n\u00e9 nella vita. Adesso andate a prepararvi. Dovremo ultimare il nostro giro della citt\u00e0.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abVa bene. Grazie ancora.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Ci avvicinammo alla porta proprio mentre qualcuno stava bussando.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCiao, Carlo!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Rimase un attimo interdetto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNon ti preoccupare! \u00c8 la camera giusta! Siamo stati convocati anche noi! Abbiamo appena finito. Se vuoi, ti aspettiamo qui fuori.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNo, non \u00e8 il caso. Andate pure. Ci vediamo dopo. Forse!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Ci avviammo verso il pianterreno.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abElena\u2026 senti\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abS\u00ec?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNiente\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abDario\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abS\u00ec?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNiente\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abChe fai? Mi prendi in giro?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abMah? Indovina?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Arrivammo dove gli altri quattro ci stavano aspettando.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAllora?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCarlo non dovrebbe essere sospeso, ma bisogna spargere a macchia d\u2019olio la voce che durante la gita non \u00e8 successo niente.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIn che senso?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abMa s\u00ec, nel senso che loro due non si sono scazzottati a causa mia!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Quella frase mi fece un certo effetto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab\u2026 a causa mia\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Ebbi come l\u2019impressione che lei avesse capito tutto e che si stesse solo divertendo un po\u2019 come fa il gatto col topo. Cominciammo a spargere la voce anche agli altri, ricevendo da tutti garanzia che nessuno avrebbe mai spifferato una parola. Dopo qualche minuto scese anche Carlo. Aveva un\u2019espressione indefinibile sul viso, in gran parte coperto dai cerotti rigidi.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPosso parlarvi un momento?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abD\u00ec pure!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIntendevo da soli.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Ci portammo in un angolo dove non c\u2019era nessuno.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abVolevo ringraziarvi per ci\u00f2 che avete fatto per me. Non vorrei, per\u00f2, che voi pensaste che io sia venuto a scusarmi per ottenere qualcosa in cambio.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abFigurati! Dopo ieri sera abbiamo capito che ognuno di noi pu\u00f2 fare degli errori. Se si capisce di aver sbagliato, per\u00f2, non \u00e8 il caso di impartire punizioni o cose del genere. Anche io ho avuto modo di riflettere e di capire che non ho fatto una cosa giusta. Per quanto bene le voglia non ho nessun diritto di prendere a pugni chi la importuna!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Mi ero tradito per la seconda volta in pochi giorni. Lei sembr\u00f2 distratta, in quel momento.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abBeh, l\u2019errore pi\u00f9 grosso l\u2019ho fatto io! Scusatemi ancora e\u2026 vedr\u00f2 di sdebitarmi con voi! Mi avete evitato una sospensione sicura e\u2026 una probabile bocciatura. Non lo dimenticher\u00f2.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\">\u00a9 Roberto Grenna &#8211; Riproduzione vietata<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco qualche altra pagina del romanzo &#8220;Il fiume&#8221;, che \u00e8 acquistabile qui. Buona lettura! Sembrava un discorso da grandi, invece avevamo solo quindici anni. 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