{"id":302,"date":"2020-06-16T14:44:00","date_gmt":"2020-06-16T14:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.grenna.cloud\/wp\/?p=302"},"modified":"2020-06-16T14:44:00","modified_gmt":"2020-06-16T14:44:00","slug":"ancora-da-il-fiume-15","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grenna.cloud\/wp\/blog\/2020\/06\/16\/ancora-da-il-fiume-15\/","title":{"rendered":"Ancora da &#8220;Il fiume&#8221; (15)"},"content":{"rendered":"<p>Ecco qualche altra pagina del romanzo &#8220;Il fiume&#8221;, che \u00e8 acquistabile <a href=\"https:\/\/www.masca-se.it\/thbees\/ebook\/narrativa\/il-fiume\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a>. Buona lettura!<\/p>\n<p><em>\u00abCos\u2019hai?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNiente! Ho avuto un po\u2019 di incubi. Anzi, scusatemi se vi ho disturbati, durante la notte!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNon c\u2019\u00e8 problema, ma\u2026 vatti a vedere allo specchio. Hai una faccia!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Andai in bagno.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abGi\u00e0! Faccio proprio schifo! Se non vi dispiace, visto che gi\u00e0 ci sono, vorrei usufruire per primo del bagno.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abFai pure, tanto sono passate da poco le sette. Abbiamo tempo.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Mi lavai la faccia con l\u2019acqua fredda per tre o quattro volte, nel tentativo di alleggerire i segni provocati dalla stanchezza. Il risultato non fu dei migliori, al punto che tutti i miei compagni mi fecero la stessa domanda rivoltami da Fabio non appena mi ero alzato. Il programma della giornata fu brutalmente tagliato a met\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Subito dopo pranzo, infatti, il cielo, rimasto plumbeo per tutta la mattinata, decise di replicare lo spettacolo della notte precedente. I professori non se la sentirono di portarci in giro con quell\u2019acquazzone e decisero che sarebbe stato molto meglio restare in albergo. Potevamo circolare liberamente da una stanza all\u2019altra, mentre loro tre, nel salone dell\u2019hotel, si divertivano a vedere la televisione. Fabio e Gianni andarono dalle rispettive ragazze piuttosto presto, verso le quattordici.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abTu non vieni?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abTra poco. Prima vorrei stendermi un po\u2019 sul letto. Non ho ancora smaltito la pessima nottata.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Li salutai, dando loro appuntamento alle quindici circa, nella stanza accanto. Un gran viavai nel corridoio mi impediva di riposarmi come volevo. Sentii aprirsi e quasi subito richiudersi la porta della stanza accanto alla nostra. Passarono pochi secondi, poi riconobbi la voce di Carlo e quella di Elena.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abMa dai! Lo so che ti piaccio! Perch\u00e9 non vieni in camera mia? Ho mandato via apposta i miei compagni di stanza!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abTi ho detto di no. Mi devi lasciare stare, hai capito?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Uscii proprio mentre lui la stava prendendo per le braccia. Non ci vidi pi\u00f9. Lo colpii con quanta forza avevo in corpo. Cadde a terra, il naso sanguinante. Gli occhi di Elena, sbarrati, avevano seguito la scena.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abVai nella mia camera, presto!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Le stavo aprendo la porta quando sentii una mano sulla spalla. Mi voltai, giusto in tempo per scontrarmi con un pugno di quell\u2019energumeno. Mi fece cadere e me lo ritrovai addosso. Riuscii a ripararmi abbastanza bene il viso, ma i suoi colpi mi facevano male.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLascialo stare, maledetto! Lascialo!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo qualche momento mi sentii libero di alzarmi. Riaprii gli occhi e la prima cosa che vidi fu il suo viso.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abDario! Dario, ti prego, svegliati!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Avevo perso per qualche momento i sensi. Era veramente troppo forte per me. Non fosse stato per Fabio e Gianni non so come me la sarei cavata. Mi raccontarono dopo che avevano fatto fatica a sollevarlo in due, mentre Simona era corsa di sotto ad avvisare i professori. Mi aspettava un processo in piena regola, con tanto di sospensione scolastica finale. Elena mi accompagn\u00f2 in camera, dopo avermi aiutato a rialzarmi.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPerch\u00e9? Perch\u00e9 ti sei buttato su quel bestione in quel modo?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAvevo visto che ti stava facendo male alle braccia e volevo che la smettesse. Certo che mena, eh?\u00bb<\/em><br \/>\n<em>Sanguinavo anche io dal naso. Elena prese uno degli asciugamani dell\u2019hotel e lo bagn\u00f2 ben bene con l\u2019acqua fredda. Me lo mise in faccia, cercando di tamponare il flusso del sangue.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSei proprio uno stupido!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abBel ringraziamento! Mi prendo un sacco di botte per aiutarti e mi sento ancora dire che sono stupido! La prossima volta lascio che ti trascini in camera sua!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abHai sentito tutto? Tu hai sentito tutto quello che mi diceva? Allora non sei arrivato l\u00ec per caso!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abE come facevo a non sentirvi? Gridavate come se foste stati al mercato!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCi\u00f2 non toglie che tu sia uno stupido! Me la sarei cavata anche da sola, con lui! Comunque sia, grazie! Veramente.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Un bacio in fronte. Mi ero fatto rifare la faccia per un bacio in fronte. Dopo pochi minuti arriv\u00f2 il professore di matematica in compagnia di un medico.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abA questo \u00e8 andata meglio! \u00c8 un po\u2019 pesto, ma non ha niente di rotto. L\u2019altro, invece: il naso e lo zigomo destro fratturati. Un brutto colpo!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Una volta ringraziato e salutato il medico, le attenzioni del professore furono rivolte tutte a me.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abMi sa che passerai parecchi guai, Dario! Mi vuoi spiegare cosa ti \u00e8 saltato in mente di prenderti a botte con Carlo?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSe permette, glielo spiegher\u00f2 io. Quel maiale mi aveva messo le mani addosso e lui \u00e8 intervenuto solo per difendermi. Lo ha spostato con un colpo, poi ha cercato di farmi entrare qui. L\u2019altro gli \u00e8 saltato addosso e lo ha ridotto come vede. Non \u00e8 stata colpa sua!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abE perch\u00e9 dovrei crederti? A parte il fatto che Carlo non mi ha voluto dire per quale motivo sia venuto alle mani con lui, tu mi sembri un po\u2019 troppo di parte!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abVuole vedere i segni che quello l\u00e0 mi ha fatto sulle braccia? Guardi, guardi pure!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abVedo, vedo. Sar\u00e0 meglio che tu ci metta un po\u2019 di pomata. Per quello che riguarda te, poi\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Si volse verso di me.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abFaresti meglio a ringraziare la tua compagna. Ti ha evitato una sospensione sicura! Trover\u00f2 io il modo per fare passare a Carlo la voglia di prendersela con le ragazze. Voi state solo attenti a non combinarne altre. Mi costringereste a prendere provvedimenti. Cerca di riposare, adesso!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Usc\u00ec silenziosamente.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abGrazie! Veramente! Questa volta sei stata tu a rischiare in prima persona per salvarmi! Siamo pari.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abMica vero! Io non sono mica stata picchiata dal professore. Tu, invece, dovresti vedere che bella faccina ti ritrovi!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNon farmi ridere, che ho un male bestia!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Ci fissammo per alcuni attimi.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPermesso?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAvanti, avanti!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCi hanno detto che un bulldozer ti \u00e8 passato sulla faccia.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSiete proprio simpaticissimi!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Mi raccontarono come avevano visto la scena loro quattro.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abBeh, credo che un ringraziamento vada anche a voi! Senza la vostra prontezza di riflessi mi avrebbe distrutto! Ho un dubbio, per\u00f2: non potevate arrivare un momento prima?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Risero tutti. Anche lei. Si era presa un grosso spavento. Glielo leggevo negli occhi. Glielo avevo letto anche quando si era chinata per soccorrermi. Non so se la vista mi avesse fatto cilecca, ma mi era sembrato che in quel momento stessero lacrimando. Non era quello, comunque, il momento migliore per approfondire l\u2019argomento. Passammo pi\u00f9 di un\u2019ora a parlare di ci\u00f2 che era accaduto, poi le due coppie si accomiatarono per concedersi un gelato. Elena volle restare con me.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAdesso cerca di dormire un po\u2019! Vado gi\u00f9 a prenderti una bottiglia d\u2019acqua. Arrivo subito.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Fu di parola. Dopo neppure cinque minuti fu di ritorno. Chiuse la porta a chiave, poi si avvicin\u00f2 al letto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSe vuoi mi corico qui di fianco a te, come facevamo da piccoli. Ti ricordi?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abS\u00ec! Sapessi come rimpiango quei momenti!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abA volte anche io, sai? Avevamo meno problemi, meno preoccupazioni! Potevamo andare al fiume praticamente tutti i giorni!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abGi\u00e0! Adesso, invece, tra compiti e lezioni riusciamo ad andarci una volta alla settimana quando va bene. Mi mancano quei pomeriggi spensierati, le nuotate, le battute di pesca.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAh, per\u00f2 quest\u2019estate ci rifacciamo! Ci andremo tutti i giorni! Porteremo anche i libri per studiare. Vero?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCi puoi giurare! Ieri, guardando l\u2019Arno, mi \u00e8 preso quasi un nodo alla gola. Ho ripensato al fiume, a Gino e alla morte!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAnche io penso spesso a Gino. E a Monica. I miei l\u2019avrebbero chiamata cos\u00ec, lo sai, no?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abS\u00ec, lo so.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSai, il fatto che io non l\u2019abbia potuta nemmeno vedere mi ha segnata. Morire prima ancora di nascere: \u00e8 uno degli assurdi peggiori di questo mondo! Anche suor Marina ci \u00e8 rimasta molto male. Vedeva mia madre cos\u00ec felice, cos\u00ec realizzata per quella gravidanza! Invece\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>La sua voce fu rotta dal pianto. Senza accorgermene la abbracciai, restando in silenzio. La lasciai sfogare, con la testa poggiata sulla mia spalla. Erano trascorsi pi\u00f9 di sei anni da quella triste giornata, ma il ricordo era sempre vivo. Un forte dolore alla pancia, la corsa in ospedale, il cesareo per tentare l\u2019impossibile. Morta. Monica era nata morta. I medici affermarono che la causa di quella disgrazia era stata una lacerazione della placenta, che aveva fatto \u2018marcire\u2019 il liquido amniotico. Paola e Mauro, distrutti, si chiusero nel loro dolore. Ci vollero parecchie settimane perch\u00e9 ricominciassero la vita di tutti i giorni. Solo Elena era riuscita a smuoverli, a farli reagire. Si erano attaccati a lei come mai prima d\u2019allora e lei si dimostr\u00f2 molto forte, nonostante avesse solo nove anni. Il pianto di quel giorno dimostr\u00f2 quanto anche lei avesse bisogno di un appoggio, di un appiglio. Si addorment\u00f2 in quella posizione, col viso rigato dalle lacrime. Non ebbi il coraggio di fare nulla. La sentivo indifesa, molto pi\u00f9 di quando Carlo l\u2019aveva afferrata per le braccia. Per l\u2019ennesima volta, poi, mi aveva aperto il suo cuore, mi aveva confidato ci\u00f2 che, ne ero sicuro, non aveva mai detto ad altri. Non potevo tradirla, non potevo venire a mancarle proprio nel momento nel quale aveva pi\u00f9 bisogno di me. Le sarei stato vicino, cercando di reprimere i miei desideri nei suoi confronti. Non sarebbe stato per niente facile. Sentivo la mia parte cattiva che mi suggeriva di approfittare della situazione, di farmi avanti, di sfruttare quel varco che si era aperto nella sua sicurezza per portare il colpo che avrebbe potuto darmi la vittoria finale. Quale vittoria? Quale soddisfazione avrei potuto provare nel tradire la fiducia di una persona che affidava a me i suoi segreti pi\u00f9 nascosti? Passai tutto il pomeriggio con quell\u2019alternanza di pensieri buoni e cattivi, senza riuscire a chiarirmi le idee. Il campanile della vicina chiesa batt\u00e9 le sei e mezza. Ancora un\u2019ora prima di scendere per la cena. Sentii bussare alla porta. Tolsi delicatamente il braccio che la cingeva e mi alzai per andare ad aprire.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abEntrate.\u00bb, dissi sottovoce.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSiamo venuti a cambiarci per la cena. Visto che lei dorme prendiamo le robe e andiamo di l\u00e0.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abVa bene! Sentite un attimo: io non ho per niente voglia di scendere a cenare e se lei non si sveglia da sola io non la chiamo di sicuro. Potreste trovare una scusa con i prof.? Che so, dite che io non stavo ancora molto bene e che lei si \u00e8 fermata a farmi gli impacchi. Vedete un po\u2019 voi!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNon ti preoccupare: a questo pensiamo noi!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Se ne andarono con i vestiti sottobraccio. Chiusi la porta con un\u2019attenzione che non avevo mai usato. Mi girai verso il letto. Si stava muovendo. Il suo sonno, fino ad allora tranquillo, si stava facendo agitato.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNo! \u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Scatt\u00f2 a sedere sul letto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abChe c\u2019\u00e8? Calma! Va tutto bene!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abDario? E tu cosa ci fai qui?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIo sarei nella mia stanza. L\u2019intrusa sei tu.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Cercai di sorriderle, ma la faccia mi doleva ancora.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAh, s\u00ec! Ora ricordo! La scazzottata, la tua faccia gonfia! Che ore sono?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSono passate le sei e mezza. Per la precisione sono\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Mi avvicinai alla finestra per scorgere l\u2019orologio del campanile.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLe sette meno un quarto!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLe sette meno un quarto? Ma \u00e8 quasi ora di cena! Devo andare a prepararmi! Tu scendi?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNo. Non ho molta fame. Penso che aspetter\u00f2 qui che voi torniate. Anche se dolorante non rinuncio alla nostra solita seratina!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abHai sempre voglia di scherzare, tu. Quasi quasi scendo a prenderti la cena e te la porto in camera. Ti va?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSolo se mangi anche tu qui con me.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPer me va bene. Aspetta che vado a chiedere ai professori se \u00e8 possibile farlo!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abElena\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abS\u00ec?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPrima lavati la faccia!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Ero riuscito a farla sorridere. Sembrava aver dimenticato i brutti discorsi di quel pomeriggio. Io no. Nella mia testa regnava ancora sovrana la confusione. Usc\u00ec e io mi coricai nuovamente. Mi assopii, ma il riposo dur\u00f2 poco. Alle diciannove e trenta precise, infatti, la porta si apr\u00ec per lasciar entrare un cameriere con un carrellino sul quale erano posti due vassoi e due bottiglie d\u2019acqua, immediatamente seguito dalla mia \u2018infermiera\u2019.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\">\u00a9 Roberto Grenna &#8211; Riproduzione vietata<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco qualche altra pagina del romanzo &#8220;Il fiume&#8221;, che \u00e8 acquistabile qui. Buona lettura! \u00abCos\u2019hai?\u00bb \u00abNiente! Ho avuto un po\u2019 di incubi. 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